Macchia Antonini

 

foto © David Dolci

La Macchia Antonini è un’area naturale protetta a 962 metri s.l.m., caratterizzata da una verde foresta di cerri, alcuni centenari, da imponenti faggi, aceri di monte, abeti e distese di prati.
Da Calamecca ci si arriva in auto in pochi minuti, distando solo 4 km.
Ma arrivarci a piedi attraverso il bosco, immersi in una vegetazione rigogliosa, fresca è senza alcun dubbio più bello e rigenerante, e non solo per i polmoni. Anche per la mente. Perché non è solo rilassante, ma ti stimola a ricordare, a conoscere il nostro passato: qui l’eco della Storia si fa ancora sentire, e bene. La Linea Gotica, infatti, passava di qua: lungo il percorso troverete tre “casematte” in cemento armato e ferro, utilizzate dai tedeschi quali rifugi, magazzini di viveri e munizioni. Sopra una delle costruzioni che guarda a valle furono anche installati due mitragliatrici e un cannone. E alla Macchia Antonini, vicino al maneggio,  è stato posto il ceppo in memoria delle due giovani donne, Giulia Giovannini e Luisa Biagi, proprio in questo luogo violentate e uccise dalle SS nel settembre del 1944.

cappella degli Antonini, foto © David Dolci

 

L’area deve il suo nome alla famiglia pistoiese Antonini. Il terreno di circa 200 ettari, parte della Selva Domenicale di Calamecca, fu infatti messo in vendita per Mille e uno Scudo dal Granduca Pietro Leopoldo di Toscana: alcune famiglie di Calamecca provarono a mettere insieme la somma necessaria per comprarlo, ma senza riuscirci; nel 1778 fu quindi acquistato dal pistoiese Felice Antonini. Alla morte di Pellegrino Antonini, figlio di Felice, fu costituito un Legato per eseguire le sue volontà testamentarie, e in particolare: “a) Che ogni anno in perpetuo fossero conferite tre doti di Lire Toscane 70, che due per le fanciulle del popolo di Calamecca, ed una per quelle del popolo di Momigno, da distribuirsi nella circostanza della festa da eseguirsi nella Domenica più prossima al 20 Agosto nell’Oratorio di cui ordinò la costruzione nel popolo di Calamecca, nella sua tenuta detta dei Monti Antonini; … c) Che la intiera tenuta di Calamecca dovesse rimanere in amministrazione, proibendone l’alienazione anche parziale, e conservate le macchie senza eseguirne i tagli tranne quelli che sono di regola e nel modo rescritto dal Testatore… ” (Pia Eredità Antonini, Capitolo IV).
Alla Macchia si possono fare belle e facili passeggiate, picnic nei prati, escursioni a cavallo organizzate dal Centro Ippico; c’è un bar/ristorante/pizzeria aperto tutto l’anno e un’area sosta per camper.
Come da volere dell’Antonini dal 1827 ogni anno nella domenica più prossima al 20 di agosto alla Macchia si svolge una grande festa, una delle più antiche della Toscana, che richiama molti turisti con spettacoli, sfilate in costume d’epoca, stand gastronomici e mercato ambulante.

“casamatta”, Linea Gotica Appennino Pisoiese